Iscrizioni BIO e DOP

DOP CILENTO

Certificazione DOP

Gli olivicoltori che intendono produrre olio Dop Cilento, devono aderire al sistema di controllo di Agroqualità attraverso il modello “Domanda di adesione al sistema di controllo Dop Cilento” (MDC3), che va redatto e presentato ad Agroqualità. Possono presentare la richiesta, tutti gli olivicoltori che ricadono nella zona di produzione prevista dal disciplinare e che hanno completato l’iscrizione al SIAN e costituito il fascicolo aziendale. La richiesta (MDC3), compilata in ogni sua parte,  deve essere inviata ad Agroqualità, entro il 30 giugno del primo anno di adesione, insieme alla copia di avvenuto pagamento delle quote previste dal tariffario, e copia del certificato d’iscrizione alla CCIAA/visura. Al ricevimento della richiesta di prima adesione, Agroqualità valuta la documentazione e verifica sul portale SIAN l’iscrizione e/o la costituzione del fascicolo aziendale. Dopo l’accettazione della domanda Agroqualità pianifica la verifica ispettiva iniziale, durante la quale l’ispettore incaricato anteriormente alle operazioni di raccolta/molitura/confezionamento per la categoria cui appartiene l’operatore, valuta la corrispondenza di quanto dichiarato nella richiesta, l’idoneità dell’operatore e la capacità di soddisfare i requisiti di conformità del disciplinare; valuta la documentazione disponibile; segnala le criticità strutturali, documentali e oggettive riscontrate; registra i risultati nel rapporto ispettivo che lascia in copia all’operatore.

Agroqualità Dop Certificazione

BIOLOGICO

Certificazione BIO

L’agricoltura biologica è un metodo di produzione definito dal punto di vista legislativo a livello comunitario con un primo regolamento, il Regolamento CEE 2092/91, sostituito successivamente dai Reg. CE 834/07 e 889/08 e a livello nazionale con il D.M. 18354/09.
Il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi).
Agricoltura biologica significa sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’ interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.
Per salvaguardare la fertilità naturale di un terreno gli agricoltori biologici utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche agricole, non lo sfruttano in modo intensivo.
In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere). Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie resistenti alle malattie e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate, come, per esempio, la rotazione delle colture: non coltivando consecutivamente sullo stesso terreno la stessa pianta, da un lato si ostacola l’ambientarsi dei parassiti e dall’altro si sfruttano in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno; la piantumazione di siepi ed alberi che, oltre a ricreare il paesaggio, danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni; la consociazione: coltivando in parallelo piante sgradite l’una ai parassiti dell’altra.
In agricoltura biologica si usano fertilizzanti naturali come il letame opportunamente compostato ed altre sostanze organiche compostate (sfalci, ecc.) e sovesci, cioè incorporazioni nel terreno di piante appositamente seminate, come trifoglio o senape. In caso di necessità, per la difesa delle colture si interviene con sostanze naturali vegetali, animali o minerali: estratti di piante, insetti utili che predano i parassiti, farina di roccia o minerali naturali per correggere struttura e caratteristiche chimiche del terreno e per difendere le coltivazioni dalle crittogame.
Il ricorso a tecniche di coltivazione biologiche ricostruisce l’equilibrio nelle aziende agricole; qualora, comunque, si rendesse necessario intervenire per la difesa delle coltivazioni da parassiti e altre avversità, l’agricoltore può fare ricorso esclusivamente alle sostanze di origine naturale espressamente autorizzate e dettagliate dal Regolamento europeo (con il criterio della cosiddetta “lista positiva”).